fisioterapia - massofisioterapia - reflessologia - terapia riabilitativa - riabilitazione - terapie - massaggi
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fisioterapia - terapia riabilitativa
- aosta
La fisioterapia è l'insieme delle metodiche messe in atto da un professionista specifico, il fisioterapista, per trattare una serie di patologie legate a un disturbo della motricità, delle funzioni corticali superiori, cardio-respiratorie e viscerali. Per esercitare la professione di fisioterapista è necessaria la Laurea in Fisioterapia, triennale abilitante alla professione sanitaria del fisioterapista. Dopo tale percorso è possibile accedere a Master di Specializzazione e anche alla Laurea Specialistica in Scienze della Riabilitazione, biennale, di carattere manageriale, didattico e di ricerca clinica. Essendo il fisioterapista l'operatore abilitato a svolgere in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti ad eventi patologici, a varia eziologia, congenita o acquisita, il suo intervento può avvenire in equipe con altri professionisti sanitari, come il logopedista, il terapista occupazionale, medico di medicina generale, l'ortopedico, il neurologo, il cardiologo, lo pneumologo, il neuropsichiatra, il fisiatra ecc.
Attualmente sono numerosissime le Università che offrono formazione nella Laurea di Fisioterapia, ma successivamente i professionisti integrano le conoscenze di base tramite corsi professionali di approfondimento in tecniche e metodiche di trattamento speciali: si tratta di una sorta di "scuole di fisioterapia" private, che di norma vengono dirette dai "grandi nomi" della fisioterapia internazionale e storica. Tali metodi di lavoro possono essere classificati genericamente sulla base dell'utilizzo di: - Tecniche fisioterapiche passive e attive
analitiche Le tecniche fisioterapiche passive e attive Il principio di ottimizzazione delle risorse economiche ed umane e lorientamento verso una comprensione più approfondita della situazione clinica, sintomatica e disfunzionale, e quindi verso la realizzazione di un intervento altamente specifico e rivolto tanto alle condizioni di salute quanto ai meccanismi che determinano la sofferenza del Paziente, hanno spinto da decenni diversi gruppi di studiosi (Medici, Fisioterapisti, Clinici e Ricercatori) di diverse nazionalità ad approfondire e perfezionare il modo di procedere in fisioterapia su basi altamente scientifiche, sperimentate e validate, giungendo ormai da parecchi anni alla codificazione di metodi di lavoro che, pur mantenendo la denominazione di illustri personaggi che hanno fatto scuola, rientrano in uno standard formativo ed operativo internazionale ben preciso (I.F.O.M.T.) basato sulla cosiddetta "terapia manuale" o "Orthopaedic Manual Therapy" (OMT). Collocato allinterno di questa già dalle origini dellI.F.O.M.T., ha grande rilievo in tutto il mondo il Concetto Kaltenborn e il Concetto Maitland. Il lavoro parte necessariamente da unattenta analisi degli elementi che caratterizzano, nel singolo individuo, gli eventi che hanno portato alla sofferenza e le sue modalità despressione sia cliniche, sia cognitive. Si tratta, quindi, di effettuare prima di tutto una valutazione di elementi relativi al disturbo fisico (menomazione), alleffetto di questo sulle attività funzionali (disabilità o deficit), alle conseguenze limitanti nelle attività lavorative, sociali, ecc. (handicap), attribuendo un valore più o meno marcato agli aspetti legati a fattori prettamente corporei, piuttosto che allatteggiamento psicologico o anche dinformazione scorretta del Paziente relativamente alla propria condizione clinica (fattori bio-psico-sociali). Di seguito, si prendono in considerazione le sensazioni riferite dal Paziente stesso rispetto a localizzazione, estensione, intensità, qualità dei disturbi, con eventuali verifiche, chiarimenti ed approfondimenti specifici. Già tutti questi elementi iniziali contribuiscono ad orientare la pianificazione della valutazione clinica e del successivo intervento terapeutico del Fisioterapista. Valutazione clinica che avviene tramite test e prove motorie e funzionali attive e passive altamente specifiche, scelte in base ad una precisa strategia dindagine che viene via via formandosi ed articolandosi contemporaneamente alla raccolta di informazioni ed in conseguenza di esse. Grande rilevanza hanno le modalità comunicative, sia come valutazione dellespressione da parte del Paziente dei propri sintomi e disagi, sia come capacità del Fisioterapista di cogliere la reale valenza degli elementi significativi. Di continuo, il Fisioterapista effettua mentalmente dei confronti fra quanto appare o viene riferito dal Soggetto e le conoscenze medico-sanitarie e scientifiche, in modo da mantenere una spiccata aderenza razionale allatto sanitario-terapeutico, sempre in considerazione della diagnosi medica. Allo stesso tempo avviene una costante autocritica e ri-valutazione da parte del Fisioterapista rispetto al proprio operato ed alle proprie ipotesi, in modo da adeguare sempre più lazione al contesto. Alla fine dellindagine preliminare, dopo aver anche effettuato le necessarie prove (test desclusione o di sicurezza) per riconoscere eventuali situazioni di particolare rischio per il Paziente, si procede con il trattamento che è emerso più indicato, ponendo obiettivi altamente specifici ed effettuando continuamente una valutazione / rivalutazione di elementi sia soggettivi (percepiti dal Paziente) sia oggettivi (misurabili dagli operatori) atti a verificare e testimoniare il miglioramento (conferma delle ipotesi funzionali del Fisioterapista) o, in assenza di questo, lopportunità di rivedere alcuni punti della pianificazione per modificare lintervento in modo che esso diventi più efficace ed utile. Il trattamento può avvalersi di ogni tecnica (validata e sperimentata) che si può rendere realmente utile e specificamente adatta alla situazione effettiva ed individuale del paziente. A puro titolo desempio, possiamo nominare, tra le tecniche più in uso, la mobilizzazione passiva, dei movimenti articolari fisiologici ed accessori, condotta per precisi ed adeguati gradi di ampiezzaintensitàcoinvolgimento delle resistenze meccaniche o del sintomo; lesercizio attivo analitico (riequilibrio delle funzioni neuro-muscolari) o globale e funzionale; vari tipi di trattamenti dei tessuti molli; mobilizzazione neurale; integrazione e riprogrammazione senso-motoria; stabilizzazione articolare statico-dinamica (Kinetic Control); rieducazione posturale; ecc Non per ultimo il principio dellautotrattamento, volto a mantenere, migliorare o consolidare ed automatizzare progressivamente i benefici ottenuti e le modificazioni positive in atto, tramite esercizi appositamente elaborati, altamente specifici e personalizzati e correttamente appresi ed eseguiti. Allo stesso modo contano i consigli e le indicazioni per unadeguata (e personalizzata) ergonomia ed auto-gestione quotidiana del problema da parte del Paziente nella sua funzionalità abituale e ripristinata, anche nellottica di una reale prevenzione di eventuali recidive o di peggioramenti.
Trattamento da effettuarsi già a partire dalle condizioni più acute e severe, in modo da anticipare il più possibile lazione benefica e di sollievo; allo stesso tempo la precocità dellintervento terapeutico è di prevenzione rispetto alla rapida strutturazione di compensi statico-dinamici e danni tissutali (contratture, fibrosi, alterazioni del microcircolo locale, alterazione della conduzione nervosa, modificazione della percezione corporea e motoria con tutto ciò che ne può derivare, ecc.). 2 - Normalizzazione delle strutture neuro-muscolo-scheletriche disfunzionali e sintomatiche Con riferimento a limitazioni nella mobilità articolare o nellequilibrio di forze e tensioni muscolari, coordinazione ed efficacia nellazione muscolare, recupero di conduttività neurale ed efficacia della circolazione sanguigna e linfatica, distribuzione corretta della mobilità multisegmentaria e ripristino di adeguate e fisiologiche sinergie motorie e funzionali. 3 - Riabilitazione funzionale I risultati ottenuti vanno integrati nella funzionalità quotidiana, con recupero della più normale vita di relazione e lavorativa. Allo stesso tempo, il problema iniziale va ricondotto alla sua giusta dimensione, nella considerazione del Paziente stesso, ma anche valutato nelle sue più chiare ed ampie caratteristiche da un punto di vista clinico in modo da mantenere, nellequipe terapeutica, un valido e opportuno orientamento. 4 - Ginnastica medica In passato chiamata anche ginnastica correttiva, è indirizzata al trattamento dei vizi posturali della colonna vertebrale (es. atteggiamento cifo-lordotico o scoliotico) e di alcuni difetti di natura ortopedica degli arti inferiori (ginocchio varo o valgo, piede piatto o cavo, ecc). Le tecniche di facilitazione neuromuscolare - Metodo di Kabat Tecniche basate su meccanismi riflessi neurovegetativi Le tecniche complementari: Bibliografia (integralmente tratto da Wikipedia,
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